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STORIA DEL PERCORSO PROCESSIONALE
ASSISI-SANTA MARIA DEGLI ANGELI
DENOMINATO "STRADA MATTONATA”.

Planimetria Strada Mattonata

1. La strada Assisi-Santa Maria degli Angeli nel tempo:
importanza storica, permanenze e trasformazioni.

La strada Assisi-Santa Maria degli Angeli costituisce storicamente il percorso primario degli itinerari francescani. Essa, infatti, mette in relazione fra loro i due massimi luoghi di devozione del Santo (le due Basiliche, rispettivamente, di S. Francesco e di Santa Maria degli Angeli), unendoli in un unico itinerario di pellegrinaggio.

Su un tracciato di probabile origine romana, questa strada già collegava al tempo di San Francesco la città con la piccola cappella della Porziuncola posta ai piedi della collina. Tuttavia è solo con la morte del Santo e con l’immediato sviluppo della venerazione delle sue memorie che essa assume il ruolo, che ancora mantiene, di itinerario principale dell’intera rete dei percorsi francescani.

Questo carattere è attestato da tutta 1’iconografia di Assisi dal XV secolo in poi e dalle notizie pervenuteci attraverso le fonti archivistiche di interventi di manutenzione e ripristino che risalgono già al secolo precedente. La particolare importanza del percorso Basilica di San Francesco - Porziuncola rispetto alle altre vie di uscita dalla città murata verso gli insediamenti esterni è testimoniata dai vari manufatti civili e soprattutto religiosi che vengono realizzati lungo la strada (Fonte del Vescovo; Chiesa di San Nicolò dell’Orto; Cappellina della Madonna delle Grazie) ed al suo punto di arrivo (Fontana delle Tre Cannelle, 1526; Fonte delle 26 Cannelle, 1610 ; Palazzo del Capitano del Perdono, 1610-20) (Figg.l-5).

figura 1
figura 2
Fig.1-2.

La strada di Assisi-Santa Maria degli Angeli nella iconografia antica: Particolari di due miniature di Anonimo umbro della seconda metà del XV secolo riproducenti le Esequie di S. Francesco.

E’ all’inizio del 1400 che sappiamo essere stata eseguita la prima sistemazione generale attraverso una pavimentazione di tutto il tracciato a partire dalla Porta San Pietro allo scopo di migliorarne la percorribilità per i pellegrini e l’utilizzo per le funzioni religiose La pavimentazione, realizzata attraverso una corsia centrale in mattoni destinata ai pedoni, affiancata da due corsie laterali per il traffico dei carri, ha dato da allora la denominazione di “mattonata” alla strada, denominazione che si è conservata nel corso del tempo.

La conferma della continua importanza della strada nel corso dei secoli è data da un secondo grande intervento che l’ha interessata per la quasi totalità del suo tracciato: la “piantata degli olmi” realizzata lungo i due lati della mattonata nel 1667 allo scopo di rendere più ombreggiato, e quindi più confortevole, il percorso dei pellegrini.

figura 3
Fig.3.

La strada di Assisi-Santa Maria degli Angeli nella iconografia antica: S. Piccinini, Processione del Perdono di Assisi del 1592. L’immagine riprodotta mostra, come già le precedenti,il carattere eminentemente religioso attribuito a questa strada come collegamento fra le due principali Basiliche della devozione francescana e itinerario processuale.

figura 4
Fig.4.

Due incisioni riproducenti la città di Assisi nel XVI secolo, rispettivamente di G. Lauro e di P. Bertelli (1599). Entrambe evidenziano l’importanza del percorso fra le due Basiliche, ma anche la rete degli itinerari minori e dei principali edifici religiosi diffusi. Si noti, in particolare nella seconda incisione, la considerazione data al paesaggio agrario come parte integrante della struttura territoriale della città verso la pianura.

figura 5
Fig.5.

Estratti delle mappe storiche della città di Assisi dal 1599 al 1757 riproducenti la strada fra Assisi e Santa Maria degli Angeli che confermano il ruolo di questo percorso come principale collegamento fra le due Basiliche e, quindi, come principale itinerario religioso in tutto il periodo interessato.

I numerosi editti che tendono a scoraggiare il taglio delle piante da parte della popolazione a scopo di riscaldamento e di foraggio (erba bella) dimostrano l’interesse delle autorità a mantenere la qualità del percorso; la piantata originale viene però gravemente compromessa dal passaggio delle truppe spagnole nel 1743 tanto che si rende necessario quattro anni dopo un nuovo intervento di piantumazione, questa volta di “gelsi mori”, dei quali sopravvivono ancora oggi degli esemplari.

Una dettagliata rappresentazione grafica, accompagnata da annotazioni scritte, realizzata nel 1748, permette di riconoscere con elevato grado di precisione lo stato della mattonata (Fig.6). Essa infatti prende in considerazione l’intero percorso da Porta S. Pietro fino alla Basilica di S. Maria degli Angeli, costruita a partire dal 1569 per proteggere la Porziuncola, la Cappella del Transito e gli altri edifici francescani ad esse connessi. Oltre alla rete delle strade campestri intersecate, la mappa indica tutti gli edifici lungo il percorso e mostra come fossero state realizzate la fascia centrale pedonale (“selciata di mattoni e sassi“) e le due porzioni laterali, lievemente più basse, destinate al passaggio dei carri. Da questo documento apprendiamo anche l’esistenza di due fossi di scolo su entrambi i lati della strada destinati a regolare il deflusso delle acque e a proteggere il manufatto da eventuali allagamenti in caso di forti piogge. L’esistenza dei due fossi motivava la necessità di ponticelli di attraversamento, anch’essi realizzati in mattoni, a livello delle strade intersecanti e degli edifici che si affacciavano sulla strada stessa. Al di là dei fossi un’ulteriore delimitazione del percorso era costituita da muretti di recinzione, alcuni dei quali rinforzati da siepi, di cui persistono ancora degli esempi. Il documento permette, infine, di riscontrare la disposizione della piantata, sia dei nuovi gelsi appena messi a dimora, sia degli olmi sopravvissuti al passaggio delle truppe spagnole.

figura 6
Fig.6.   G. Fontana, Veduta della strada pubblica consolare che porta dalla città di Assisi a Santa Maria degli Angeli, disegno acquarellato del 1748. Fornisce il rilievo dell’intera strada con le indicazioni della fascia mattonata centrale e delle corsie laterali destinate ai carri, come pure delle strutture edilizie lungo il percorso, dei muri di recinzione, delle alberature, dei fossi di scolo e dei ponti di attraversamento. Esso conferma l’unità della strada in rapporto alla sua funzione di itinerario pellegrinale-processionale.

La struttura della strada rimane sostanzialmente inalterata fino all’arrivo della ferrovia nel 1866 e il conseguente impulso dato allo sviluppo dell’abitato intorno alla Basilica di Santa Maria degli Angeli dalla costruzione della Stazione.

Il collegamento ferroviario non determina lo sperato rilancio dell’economia assisana, tuttavia l’avvio di un movimento turistico di élite impone la realizzazione di strutture recettive che introducono modifiche profonde nel percorso fra Assisi e Santa Maria. Qui, nel 1870 viene aperto l’Albergo Porziuncola, nella Piazza a fianco della Basilica, e si realizza la costruzione della Villa Cherubino fra la Stazione ferroviaria e la stessa piazza. La prima parte della mattonata viene inglobata nell’espansione edilizia della zona di Santa Maria più vicina alla Stazione, dove vengono aperte anche le prime locande, trattorie e nuove strutture recettive.

Accanto alle nuove iniziative legate al turismo, si realizzano anche interventi edilizi destinati a rinforzare le attività religiose e assistenziali tipiche della città di Assisi.

Nel 1922 viene realizzata la circonvallazione della città verso la valle che interseca la parte iniziale della vecchia mattonata. L’intervento taglia di fatto questa parte della strada dal traffico veicolare, riservandola in pratica da allora al solo uso pedonale.

Lo sviluppo successivo della circolazione automobilistica determina l’ultima grande trasformazione della strada, la cui antica pavimentazione viene ricoperta da un manto di asfalto ed i cui fossi laterali di scolo vengono in gran parte canalizzati e ricoperti per lunghi tratti da marciapiedi.

Questa importante trasformazione della strada è accompagnata da una concomitante profonda ristrutturazione del circostante impianto urbanistico di accesso alla città con la costruzione di imponenti edifici, come il Seminario regionale (Seminario Pio IX). e l’Istituto per i Ciechi e Sordomuti (Istituto Serafico).

Nel dopoguerra, si assiste alla progressiva lottizzazione di alcune aree limitrofe alla strada, soprattutto tra Santa Maria degli Angeli e la Madonna delle Grazie; mentre il PRG di G. Astengo riesce a proteggere la parte iniziale del percorso nelle immediate vicinanze della città di Assisi con il vincolo istituito sull’intera fascia prospiciente la città antica.

Parallelamente alla modificazione del ruolo della strada in asse di scorrimento veloce tra i due insediamenti principali si determina un progressivo disuso degli itinerari storici minori che sarà causa dell’attuale netta separazione dei luoghi francescani sparsi nel territorio dalle Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli.

2. I caratteri della struttura: unità ed articolazione delle parti.

I processi descritti mostrano come nel corso degli anni, ed in particolare negli ultimi decenni, la strada sia stata profondamente modificata, pur mantenendo ancora sostanzialmente intatto il suo tracciato originario e la sua funzione storica di principale asse di collegamento tra i due santuari maggiori. Alcuni interventi che più pesantemente si sono ripercossi sulla sua struttura fisica ne rendono oggi addirittura difficile la riconoscibilità complessiva. Tra questi, la scomparsa della pavimentazione centrale (distruzione o copertura) ha avuto un ruolo sostanziale nel trasformare un percorso che in origine era un’estensione della città murata nella campagna in un tragitto extraurbano privato di ogni connotazione storico-morfologica. Altri interventi hanno persino interrotto la continuità fisica della strada. E’ il caso della testata verso la città, completamente alterata dalla serie di risistemazioni che hanno toccato nel suo insieme l’area antistante la porta S. Pietro, in particolare la realizzazione di un terrapieno che ha coperto l’antico tratto d’attacco della mattonata alla porta urbana, e di una scala di sostituzione fatta per raccordare le due differenti quote venutesi così a creare fra la fine della mattonata e la porta S. Pietro stessa. E’ il caso del taglio dell’antico tracciato in corrispondenza del nuovo asse viario realizzato per facilitare l’accesso carrabile ad Assisi dalla pianura, all’altezza del Seminario regionale. Infine è il caso della realizzazione di nuove lottizzazioni residenziali, particolarmente nell‘area della Madonna delle Grazie e in prossimità della linea ferroviaria, e della realizzazione di nuove attrezzature recettive con prevalente riuso degli antichi edifici rurali lungo il suo tratto centrale.

L’accelerata trasformazione che ha investito la strada negli anni recenti ha di fatto condotto ad accentuare la disarticolazione dell’originaria unitarietà, introducendo in alcuni tratti elementi conflittuali di funzione (asse di traffico veloce e percorso di pellegrinaggio religioso-meditativo; asse veloce e aree di residenza; asse di circolazione veicolare pesante e zone che conservano gli originali connotati agricoli e paesistici; asse di traffico veicolare turistico e permanenze di valori storici e visivi; asse di scorrimento rapido e rete progressivamente crescente di strutture recettive diffuse).

Perciò, rispetto all’unitarietà della sua configurazione storica, la strada si caratterizzava per una serie di parti morfologicamente e funzionalmente diverse fra loro: una prima parte, all’immediata uscita dalla città murata, fino all’intersecazione con la circonvallazione, che ha perso l’originale accesso alla città ma ha conservato molti degli elementi storici originari (uso pedonale, larghezza della sezione, alcune alberature, alcuni manufatti - Fonte del Vescovo). Una seconda parte, sottostante alla circonvallazione, fino alla Maestà del Ferri (inizio del percorso di pianura), anch’essa caratterizzata da una discreta persistenza dei caratteri storici (uso prevalentemente pedonale, riconoscibilità di sezione, persistenza di manufatti - muretti di recinzione, chiesa di S Nicolò, Maestà del Ferri). Una terza parte dalla Maestà del Ferri fino all’estensione periferica di Santa Maria degli Angeli (zona in relazione alla Stazione ed al Campo sportivo), caratterizzata da una persistenza significativa dei suoi caratteri storici (rete dei tracciati storici minori e fossi di scolo solo in parte canalizzati, alcune alberature superstiti delle antiche piantate, i principali manufatti edilizi riportati nella mappa del 1747, quali l’Ospedaletto, ovvero l’Ospizio di S. Agostino, con il relativo giardino antistante; alcuni edifici rurali di interesse storico ambientale, la Chiesa della Madonna delle Grazie, la Villa Canini con il suo parco, il portale storico di casa Busti, nonché tratti degli antichi muretti con siepi di recinzione e alcuni dei ponticelli storici, anch’essi in mattoni, riportati nella mappa del 1747). Una quarta parte, infine, ormai interna all’abitato di Santa Maria degli Angeli, che ha perso i suoi caratteri originali di percorso religioso entro uno spazio essenzialmente agricolo per acquistare invece, seppure in forma ancora embrionale, i tratti specifici di un asse urbano, con funzioni prevalentemente commerciali e ricettive. La riorganizzazione della piazza antistante la Basilica, da un lato, e la crescita dell’abitato di Santa Maria degli Angeli verso la superstrada dall’altro, hanno condotto ad una modificazione sostanziale dello stesso termine del percorso, che nell’attuale situazione appare prolungarsi oltre la Basilica stessa per confluire in un incrocio di vie e spiazzi povero di qualità spaziali e sprovvisto di una riconoscibile identità funzionale.

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Fig.7-8.

Immagini dei resti della mattonata scoperti nel 1990 nel corso dei lavori di ripavimentazione stradale nel tratto compreso dalla Basilica al passaggio ferroviario a Santa Maria degli Angeli.

La scoperta nel corso dei lavori di pavimentazione di questo tratto di strada eseguiti dall’ANAS nel 1990 (Figg.7-8) della persistenza di gran parte della fascia mattonata al di sotto del mento di asfalto ha portato alla decisione di reinterrarla nuovamente, sebbene a scopo protettivo (con una guaina capace di evitarne il dissestamento).

L’intervento di riqualificazione ha puntato non solo conservare i segni storici ancora presenti e recuperare le funzioni originarie del percorso ma anche promuoverne gli usi coerenti e compatibili attraverso un processo di valorizzazione generale degli spazi pubblici urbano-territoriali e una riconoscibilità dell’intero sistema tutelando la qualità ambientale ma anche efficienza e funzionalità.

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Fig.9-10.

Immagini della strada prima dell’intervento di riqualificazione.

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